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IL LIBRO Saravà è un saluto, una benedizione e un ossequio. Non è proprio brasiliano, meno che mai portoghese, odora più d’Africa nera. Impiantata a Bahia, s’intende. Carmelo suonava la tromba al suo paese, nel complesso bandistico Santo Vito: non sapeva ancora quanto lontano il destino lo avrebbe portato. Un destino comune a tanti, la grande crisi di inizio Novecento, la fame, l’emigrazione. E poi il destino suo, individuale, quella curiosità che lo divora, quell’incapacità di stare al posto suo. Forse è per quello che, rocambolescamente, rimbalza dalla Sicilia al Brasile: San Paolo, la fazenda, Rio de Janeiro e poi su a nord, Bahia, dove lo attende la sorte singolare di attirarsi la benevolenza degli dei del Candomblé, gli Orixà s, e la conseguente fortuna. Passerà anche quella, perché tutto scorre. La Sicilia post-borbonica, il Brasile pre-samba, in un romanzo agile e ispirato, montato come un film e raccontato con un linguaggio fedele alla trama, ma lontano dagli stereotipi.
LE RECENSIONI blog girodivite.it, 21 settembre 2006
Gazzetta del Sud, 22 giugno 2006
Stilos, 20 giugno 2006 ...Leggile tutte
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