la Repubblica, 25 ottobre 2007
La scoperta di Alfio Vinci analfabeta e re delle cupolePer un ricercatore il ritrovamento di un manoscritto anonimo e senza titolo può trasformarsi nell'inizio di un'affascinante avventura. individuare tracce, seguirle, collegare sino a ricomporre un quadro che prende vita, he diventa un mondo fitto di personaggi e passioni, è quanto a fatto Nicola Aricò, dal lontano incontro con un piccolo codice conservato nella Biblioteca universitaria di Messina. [...]
Amelia Crisantino Leggi tutta la recensione in pdf
Gazzetta del Sud, 27 settembre 2007
Riscoprire la memoria di Messina attraverso le sue fortificazioniRiscoprire la storia e la memoria della città dello Stretto partendo dalle sue fortificazioni. E dando vita a quella fortunata combinazione tra cultura e turismo, già sperimentata in altre realtà.
Se ne è tornato a parlare ieri a Palazzo Zanca, in occasione della visita del sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, giunto a Messina per prendere parte alla presentazione del
del prof. Nicola Aricò. A distanza di circa un anno dalla stipula del protocollo d’intesa tra il comune messinese e quello veneziano per l’individuazione di un percorso finalizzato alla promozione culturale e turistica dei forti, Cacciari ha evidenziato l’importante attività svolta dalla “Marco Polo system Geie”, la società che si occupa di valorizzare il patrimonio delle fortificazioni veneziane presenti nel Mediterraneo. Partendo proprio dalle fortezze della città lagunare. “Studia, promuove e valorizza – precisa il primo cittadino di Venezia – da quando esiste, abbiamo avuto innumerevoli riscontri positivi”. Che si auspica di registrare quanto prima anche in riva allo Stretto, dove il tempo non ha scalfito il tradizionale carattere di città fortezza che Messina ebbe sin dall’antichità, grazie a quei forti sui quali ancora oggi è possibile scommettere Un argomento su cui il sindaco, Francantonio Genovese, ha assicurato che si sta lavorando. Solo poche parole, invece, Cacciari ha dedicato al Partito democratico: “Un parto difficile. Adesso, dobbiamo vedere come andrà”. Poi, si è soffermato sull’opera realizzata dl prof. Aricò. Il tentativo di scrivere un “libro di testo” per insegnare l’architettura alla fine del Cinquecento che trae la propria ragion d’essere dalla trattativa tra Senato messinese e Compagnia di Gesù. “Un testo che invita a considerare Leon Battista Alberti e tutto il significato dell’Umanesimo italiano - afferma Cacciari, ordinario di estetica - che ancora né gli idealisti, né i filosofi d’oltralpe hanno capito. La grande tesi di questo Umanesimo è che il sapere non può essere normato a priori. Al contrario, va composto nel linguaggio come esperienza vissuta. Abbiamo bisogno di falegnami filosofi e filosofi falegnami”. Alla presentazione del libro, introdotto da Genovese, sono intervenuti anche il rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Massimo Giovannini, il preside della facoltà di scienze Politiche, Andrea Romano e il prof. Marco Rosario Nobile dell’ateneo palermitano.
Marianna BaroneGazzetta del Sud, 25 settembre 2007
Un' "utopia didattica" destinata agli architettiNella Biblioteca regionale Universitaria di Messina si conserva un manoscritto anonimo (datato al sec. XVII, ma risalente all'ultimo scorcio dei Cinquecento), che contiene un prezioso manuale per gli apprendisti architetti destinati a lavorare nei cantieri dell'ordine dei gesuiti. [...]
Giovanni LombardoLeggi tutta la recensione in pdf
