recensione al volume "Messina e Reggio. Prima e dopo il terremoto del 28 dicembre 1908" Stampa

Gazzetta del Sud, 28 dicembre 2007

Messina e Reggio dopo il sisma. Ecco l'album della tragedia
«È questo il documento che rende imperituro il ricordo di quanto il fato ha distrutto. Il mondo civile ve ne deve essere grato». Sono brevi parole, ma sicuramente di forte incisività quelle che Gabriele D'Annunzio dedicò alla pubblicazione che la società Fotografica Italiana di firenze volle dedicare alle vittime del terribile terremoto "siculo-calabro" dl 28 dicembre 1908 che provocò ottantamila morti nelle due sponde dello Stretto. [...]Il libro – che contiene una speciale dedica all'Opera Nazionale Regina Elena per gli orfani del terremoto – viene introdotto da un ricco e dettagliato saggio di Francesca Passalacqua che ricostruisce le tappe tormentate della ricostruzione di Messina e di reggio, gli slanci e gli ostacoli di questo processo urbanistico che vide coinvolti – seppur senza risultati pratici – specialisti come l'urbanista veneziano Vincenzo Torres, che aveva ideato delle particolari costruzioni circolari in cemento armato, lo svizzero augusto Guidini, che elaborò un piano regolatore che univa classicismo monumentale e armonia con le caratteristiche mediterranee del sito, e persino il grande "Le Corbusier", che pensò di adottare la sua innovativa Maison Domino a Messina. [...] Il libro si configura come un labum che immortala angoli e tracce di memoria delle due città e dei loro tesori architettonici che furono rasi al suolo prima dal sisma e dopo dalla furia di chi voleva liberare le aree dagli edifici, anche di pregio, senza tentare di salvarli e di recuperarli, come successe con le splendide chiese messinesi di S. Paolo, S. agostino e S. gregorio, oltre che per la Palazzata che faceva della cortina del porto di Messina un unicum nel suo genere. Un volume prezioso che contine le immagini di fotografi come alinari, Brogi, Lodi, Sergi, fotografie che segnano una potente traccia visiva degli incredibili effetti del cataclisma dei soccorsi, delle prime baracche, della tragedia collettiva vissuta anche nei piccoli centri calabresi quali Stilo, Gerace, Bagaladi, Cannitello, Scilla, Seminara, palmi, Trope, Pizzo e Amantea. dentro questo volume – che presenta didascalie in francese, inglese e tedesco – è possibile trovare non solo spazi urbani ed edifici, ma tanti sguardi antropologici sulla Sicilia e la Calabria, con un arcobaleno di volti di estrema bellezza, come le fanciulle di taormina rese universali dall'arte del barone-fotografo tedesco Von Gloeden. Sergio Di Giacomo
 

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