Carrello acquisti  

Il carrello è vuoto.

Collane

Scelto per voi

Le isole lontane
Le isole lontane
€14.00 €11.90 Risparmi: 15.00%


La Sicilia al tempo dei Gattopardi
La Sicilia al tempo dei Gattopardi
€49.00 €41.65 Risparmi: 15.00%


Freschi di stampa

recensione al volume "Tra le macerie di Messina" PDF Stampa E-mail
Posteranniversari di Centonove
Messina, cent'anni fa

Cominciano ormai a susseguirsi le pubblicazioni relative all’evento “Messina 0808”, vale a dire riguardanti l’ormai vicino centenario di quell’evento distruttivo per a città che fu il terremoto del 28 dicembre di quasi cent’anni fa. Due pregevoli pubblicazioni, uscite a distanza di u anno esatto l’una dall’altra, nell’ambito della nuova collana voluta dall’editore GBM, ‘Cammei’, sembrano fare da battistrada alle celebrazioni. Si tratta di “tra le macerie di Messina” di M. Gor’kij e M.W. Meyer e di “Il dolore condiviso” a cura di Giampiero Chirico. Eppure, l’atmosfera che si è respirata a Palazzo Zanca, dove è avvenuta la presentazione contemporanea dei volumi non è stata, come piattamente riferito dal quotidiano cittadino, soltanto quella, consueta, creata da relatori che intendevano ripercorrere tracce di storia e memoria della città; o di chi voleva evocare, attraverso uno dei passaggi più drammatici della storia e della memoria collettiva comune alle due sponde dello Stretto, quell’avvenimento, che per molti osservatori segnò lo spartiacque tra una città, Messina, fino ad allora florida e vivace da tutti i punti di vista, seppure in chiaro declino, e un’altra, quanto mutata rispetto alla precedente, resa senza identità e formata da gente raccogliticcia proveniente da varie parti soprattutto della provincia e della Calabria.
Si è respirata invece, almeno inizialmente e alla fine, un’atmosfera politica, che definiremmo “di risveglio dal sonno”, sparsa ad ampie mani dal sindaco, Francantonio Genovese e dall’assessore al risanamento Angela Bottari, che senza lesinare il compiacimento per le belle pubblicazioni, al contempo hanno incitato i messinesi soprattutto a prendere esempio dal coraggio dei superstiti per riappropriarsi del supremo valore dell’appartenenza, in nome di un orgoglio delle proprie radici storiche e culturali che dovrebbero proprio far loro riscoprire la primitiva dignità. Vero è che Nicola Aricò, moderatore della serata, nonché ideatore e direttore della collana, ha avanzato opportunamente dei dubbi sul concetto di “messinesità” , ormai reso tanto inflazionato nella nostra città da un conduttore televisivo locale e dai frequentatori del suo salotto; ma egli stesso è rimasto piuttosto spiazzato dall’intervento successivo di Giuseppe Iannello, che ha asserito con sicurezza che Gor’kij non venne affatto nella città dello stretto, come nessuno dei successivi relatori immaginava. Un vero copo di scena, insomma, che ci presenta, fra l’altro, un Gor’kij non tanto “buonista” quanto rivoluzionario: il terremoto di Messina (che descrive con tanto realismo servendosi, però, della corrispondenza di altri) è stato proprio una rivoluzione e questa rivoluzione doveva, secondo lui, continuare! Trangugiato l’amaro calice di una comunicazione inattesa, Aricò, neanche dissimulando un certo imbarazzo, ha cercato di recuperare passando la palla a Raffaella Lione, che ha esaminato l’altra parte del volume, quella scritta dal tedesco Meyer, che a Messina ci fu davvero e le cui osservazioni, si è rilevato da parte della Lione, sono utili anche a chi si occupa di aspetti tecnici, al punto di potere suggerire una revisione di quel tipo costruzioni antiasismiche (“resistenti”) oggi comunemente adottato a favore di strutture leggere come quelle giapponesi; senza contare che un po’ tutta la gestione dell’emergenza dovrebbe oggi essere rivista proprio alla luce delle difficoltà nell’opera di soccorso evidenziate da Meyer. Si attendeva, a questo punto, per una valutazione definitiva del libro come storica testimonianza “de visu” anche nella parte scritta da Gor’kij, l’intervento dello storico, e il moderatore, da parte sua, appariva abbastanza speranzoso nel momento in cui, prima di passare la parola a Santi fedele, sottolineava, con una certa enfasi, che Gor’kij e Meyer si trovavano, al momento dell’evento, entrambi a Capri e che Meyer, nella parte d lui composta, palava al plurale, quasi ada evidenziare che c’era qualcun altro con lui (naturalmente Gor’kij). Ma l’attesa è andata delusa, perché Fedele ha subito esordito dicendo che non da storico avrebbe parlato, ma semplicemente da lettore. Per altro, la sottolineatura, da parte sua, dell’incipit chiaramente letterario di Gor’kij non ha fatto altro che portar acqua la mulino della fantasia creativa del russo, facilmente attratta dal gusto tardo-romantico per topoi come “il sepolto vivo” o l’”impazzimento” e, in generale, il macabro, facilmente collegabili, dunque, proprio secondo l’opinione di Iannello, alla semplice lettura di corrispondenze dal luogo della tragedia. La conclusione tratta da Fedele è stata che il volume va accettato per quello che è: non una ricostruzione storica, non un reportage giornalistico, ma una testimonianza e la volontà di arrecare soccorso ad una comunità colpita dalla tragedia, da parte di un letteratop e di uno scienziato. Solo una dimensione diversa, dunque, da dare a questo volume dalla bella veste editoriale, non certo una débacle. Riguardo al secondo testo, rinvenuto da Giampiero Chirico, un’opera della quale, come lo stesso curatore scrive nell’introduzione e come ha detto di persona, poco sappiamo sia riguardo all’ideazione che alla concreta formazione, si tratta, in pratica, di una raccolta di lettere inviate, dopo il terremoto, da diversi intellettuali all’Italia (tramite le testate con cui avevano corrispondenza), per una sorta di letteraria solidarietà. Tali materiali, poi utilizzati per la pubblicazione di un numero unico del 1909, dal titolo “Messina e Reggio”, ormai quasi introvabile, sono stati reperiti da Chirico, in originale, in una sorta di album, a Cambridge. All’esame di tale silloge ha dedicato il suo intervento Girolamo Cotroneo, che ha posto in evidenza come il dolore che emerge dalla raccolta sia quello che si prova dinanzi ad una tragedia collettiva, senza un rapporto diretto con gli scomparsi; un dolore che comunque sgomenta e non di rado induce a porsi delle domande importanti, di natura religiosa o esistenziale: singolare appare, certo, il fatto che la maggior parte delle testimonianze considerino il dolore una tragedia dell’Italia o della Sicilia, mentre altre insistono genericamente sul mistero, sull’inspiegabilità di una simile tragedia. Ed è curioso che non manchino, persino, notazioni del tutto fuori tema, quali quelle del musicista Debussye e dello scrittore tedesco Hermann Hesse, che proprio nulla sembrano avere a che fare con l’evento luttuoso e non si sa bene perché, dunque, siano state inserite nella raccolta. Due eleganti pubblicazioni, diversi interrogativi e solo una certezza, quella evidenziata con culturale ineleganza, ma probabilmente con efficace scelta politica, dall’Assessore Bottari: dopo le celebrazioni, si metta una pietra tombale sopra questo benedetto (si fa per dire) terremoto e si prosegua con lena verso la costruzione di una nuova città. Non per niente chi sovrintende all’evento è preposto anche al risanamento. “Rimosso” il terremoto, si apsetti dunque per Messina una nuova gorkijana rivoluzione. O no? Felice Irrera
 




gem








sicania







mesogea




ATTENZIONE stai visitando il sito con Internet Explorer 6 (IE6).

Il tuo browser necessita di essere aggornato alla versione 7 di Internet Explorer (IE7) senza questo aggiornamento la navigazione del sito potrebbe essere compromessa.

Perr quale motivo dovrei aggiornare Internet Explorer 7? Microsoft ha migliorato Internet Explorer sotto diversi aspetti, primo fra tutti quello relativo alla sicurezza. Tieni presente che virus, trojan e spyware possono infiltrarsi nel tuo computer con estrema facilit se utilizzerai ancora internet explorer 7. Un altro motivo per aggiornare la versione del tuo internet explorer la velocit di navigazione, la versione che utilizzi in questo momento compromette anche la velocit di apertura delle pagine internet.

Scarica adesso il tuo aggiornamento a Internet Explorer 7, visita il sito della Microsoft clicca questo link.

Gentili clienti, utilizziamo i cookies per migliorare la vostra esperienza di navigazione all'interno dei nostri siti web. I cookies vengono utilizzati per operazioni essenziali del sito. Per saperne di più riguardo ai cookies, visitate la nostra pagina che parla di politiche sulla privacy.

Cliccando sul pulsante accetti l’utilizzo dei cookies.

vai al sito garanteprivacy.it