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IL LIBRO Fumisteria lo si può leggere come un giallo di tipo classico, la cui soluzione si scopre solo all’ultima pagina, o come il remake di una commedia all’italiana sulla Sicilia degli anni Cinquanta, tra circoli di cultura, case notarili, malelingue e brigadieri, o ancora come una ricostruzione storica e letteraria sui fatti di Portella e le lotte contadine, la cronaca di un amore incompiuto, la fantasticheria in carcere di un contrabbandiere balbuziente, l’ascesa sociale di un avvocato… Ma alla fine, comunque la si legga, questa storia lascia nell’aria un filo di fumo, simile a quello che dà l’avvio alla vicenda, e viene il sospetto che l’autore solo per scommessa abbia usato lo stesso mazzo di carte del racconto tradizionale o di genere. Per rappresentare piuttosto, proprio attraverso il veleno degli stereotipi che descriveranno sempre la Sicilia come come l’isola dello scirocco, delle sigarette sul taglio delle labbra, della gelosia sanguinaria, gli ingranaggi mistificatori di quest’apparato folcloristico, solido e spesso come un muro di nebbia, alla cui ombra tante oscenità sono state commesse e continuano a compiersi.
LE RECENSIONI margini, semestrale di sconfinamenti culturali, Anno II n.2
repubblica, 29 marzo 2008
blog andreafannini.it, 21 febbraio 2008
Confusione, marzo 2007
Meltingpot
L'Unione Sarda, 27 ottobre 2007...Leggile tutte
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